Gio Spinelli e l’arte dell’illustrazione di moda

Ho iniziato a seguire Gio su Facebook per via dei suoi disegni, spesso si tratta di donnine deliziose che indossano abiti da sogno, e un giorno sono stata rapita da uno in particolare, tante teste TURBANT-ATE, azzurre, chic… non potevo non apprezzare! Da lì le ho scritto, le ho chiesto della sua formazione, di come lei si definisca, di quali siano i suoi progetti. Ne è venuta fuori una conversazione molto interessante, mi ha dato spunti per riflettere su un settore, quella della moda, non sempre aperto alle proposte, se queste non incontrano esigenze strettamente economiche ormai prioritarie.

Giovanna Emiliani Spinelli, da tutti conosciuta come Gio Spinelli, si definisce una disegnatrice e giustamente, aggiungerei! Da quando ha memoria disegna e possiede disegni “vecchi quanto lei”, e ride di gusto scrivendomelo. Le lascio la parola sul discorso formazione:

“I miei studi sono stati il liceo artistico prima e l’ABAV, l’accademia di belle arti di Viterbo  con indirizzo moda, poi. All’epoca fu il primo istituto in Italia ad avere laboratori di modellistica e confezione con i macchinari disponibili per gli studenti; io e i miei compagni fummo i primi ad uscire con un diploma per di più rilasciato da insegnanti che lavorano tutt’oggi nel campo. Il direttore dell’accademia, il padre fondatore, è stato Ausonio Zappa, uno degli ideatori del Naba di Milano. Fra i miei insegnanti ho avuto Alberto Moretti, allora stilista, e Gianna Gissi, famosa costumista. La storia del costume era uno dei punti cardine della scuola, insieme alla tecnica e allo sviluppo del modello. Proprio per questo ho iniziato a lavorare subito mentre ero a scuola, per agenzie pubblicitarie e consulenze. All’inizio ci sono state varie collaborazioni, ma la crescita per me è avvenuta accanto a Valentino Garavani”.

E qui ho avuto un sussulto! Cioè, Valentino, quel Valentino, proprio quello lì!

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E continua, “ho lavorato nello studio al suo fianco per tre anni, mi occupavo di ricami, ricerca e realizzazione dei moodboard, disegno e sviluppo su modello in sartoria. Ho conosciuto non solo il mondo del prêt-à-porter, ma anche quello dell’alta moda. Ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare insieme ad Hanna McGibbon, la quale inventava per Valentino moodboard e ispirazioni. Ho anche incrociato Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, quando erano ancora agli accessori… e chi l’avrebbe detto che qualche anno dopo sarebbero diventati i direttori creativi?!”.

“Valentino era instancabile e molto esigente. Come ogni grande. Però non dimenticava mai una gentilezza o un’attenzione. In più di una occasione ha dimostrato di aver visto qualcosa in me, perché di soppiatto mi chiamava in studio per chiedermi di disegnargli qualche pezzo per la sua casa e a volte mi ha persino mostrato i suoi ultimi acquisti alla Sotheby’s. Mi piaceva molto ascoltarlo, è un grande uomo oltre che un incredibile creativo, capace di una sensibilità nel comprendere l’essere umano fuori dal comune. Insomma, la sua è stata una grande scuola per me, che mi ha consentito di accedere poi alle esperienze più disparate”.

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E in effetti, Gio’ ha poi lavorato nel cinema, disegnando abiti e accessori d’epoca, e in pubblicità, sviluppando ad esempio il design degli abiti per il personale dei punti vendita di Tim e Philip Morris.

E continua dicendomi: “Da sempre ho una passione smodata per l’illustrazione, come sai, e di recente mi sono avvicinata all’editoria, grazie anche alla collaborazione con Gucci, lo scorso inverno, per la campagna #GGblossom”, e qui, altro sussulto mio!

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“Sono stata scelta fra tanti con una mia tavola, creata per il lancio della nuova linea di borse. Ma faccio un passo indietro: Alessandro Michele, il nuovo direttore creativo, e il suo staff della comunicazione, hanno indetto, appunto, un concorso aperto a tutti coloro che lavorano con le immagini, per il lancio della nuova linea GGBlossom. Questo perché si è reso cosciente del fatto che i social media stanno avendo un impatto  incredibile per quanto concerne la scelta delle immagini e che l’illustrazione si sta riaffermando come non succedeva da un secolo. Ebbene, sono stata selezionata con un lavoro “analogico”, termine che indica l’uso della mano e della matita e questa cosa m’inorgoglisce molto. Chiaramente impiego anche il digitale, a seconda del progetto”.

Gio vanta un carnet ricco che contiene anche tavole per altri stilisti d’eccellenza, i quali hanno condiviso sui loro profili INSTAGRAM i suoi lavori (vedi Alessandro dell’Acqua e Aquilano e Rimondi, per i quali esprime profonda gratitudine): “questo canale ha ormai sostituito, per visibilità, molte riviste, è democratico e assolutamente valido”.

 Alessandro dell'Acqua

Alessandro dell'Acqua

 

Ma, a questo punto io voglio sapere da lei il perché di quelle fantastiche donnine che indossano turbanti e Gio’ mi spiega che si tratta di un progetto per O bag, azienda ormai leader per le borse in gomma. Lei e il suo compagno di lavoro e di vita, Fabio Torzuoli, fashion designer, stanno reinventando le loro superfici, per verificare il riscontro del pubblico, così da proporre le più gradite.

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Le chiedo come percepisca il settore della moda oggi, questione a cui tengo molto, facendone parte anche io: “Attualmente le cose sono un tantino diverse e la maniera di fare la cosiddetta gavetta è cambiata anch’essa. Io sono entrata nel mondo della moda con un lungo e sicuro contratto di formazione. Oggi non so se sarebbe possibile, viste le forme di contratto che propongono le aziende. Bisogna essere come l’acqua, adattarsi e se possibile migliorarsi sempre. Il miglior strumento per me sono stati i workshop, due anni fa un’amica me ne ha proposto uno di illustrazione, e si è rivelato illuminante, poiché mi ha permesso di trovare spazio in questo ambito”.

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Le domando quali siano i progetti per il futuro, quali i desideri e lei mi risponde che le piacerebbe un sacco collaborare con case di moda, pur non disdegnando il design e l’arredo, ma il suo sogno più grande rimane quello di realizzare una copertina illustrata per VOGUE: “Io se avessi ascoltato gli altri, Chiara, non avrei fatto nulla di tutto quello che ti ho raccontato! La diffidenza verso le mie scelte, la mancanza di fiducia per un lavoro che non era compreso (come spesso accade per i lavori creativi in Italia) avrebbero potuto fermarmi, ma così non è stato. Certo, non è stato semplice gestire la crisi, molti i tempi duri, ma le soddisfazioni sono state altrettante e quindi non mi arrendo e quella copertina di Vogue voglio proprio farla, magari in onore di Elsa Schiaparelli, stilista del cuore… lo sogno enormemente!”. Intanto questo inverno andrà ad insegnare all’università della terza età un corso di tecnica e stile sul disegno. Adoro!

Io sono sicura che Gio’ disegnerà quella copertina, insomma, guardate i suoi lavori, sono poetici, delicati, divertenti e cogli immediatamente che ha stoffa da vendere e bellezza da distribuire. Faccio il mio i bocca al lupo a questa brillante disegnatrice e indico per voi qui sotto gli indirizzi utili per conoscerla meglio:

Portfolio: www.behance.net/giospinelli

Social: www.instagram.com/giospinelli/

Curriculum: https://www.linkedin.com/in/gio-spinelli-0aab4b37?trk=hp-identity-name

Ah, vi posto anche un suo ritratto, qui indossa un foulard a mo’ di turbante (Gio nutre una grande passione in comune con Sine Modus, quella per i turbanti, appunto!).

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Articolo a cura di Chiara Mandetta per Sine Modus

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